Il poker e l’arte dell’attenzione

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Ieri sera ho (piu’ o meno) imparato a giocare a Poker.
E’ stato divertente, nonostante la mia fortuna al gioco non proprio brillantissima…meno male che le fiches erano sostituite dalle carte del mazzo in piu’ ;)
Dopo un paio di mani in cui perdevo perche’ ero convinta bastassero 4 carte in scala (ce ne vogliono 5), alla terza ho deciso di non rilanciare: avevo di nuovo jack, donna, re e asso, ma la quinta carta era un 7. Peccato che fossero tutte di fiori, quindi tecnicamente avevo in mano un “colore”, una delle combinazioni che danno la maggior probabilita’ di vincita.

Ho capito due cose: 1) meglio evitare di ripetere l’esperienza con fiches vere; 2) se mi concentro su quello che manca, potrei perdermi il molto che gia’ c’e’

Vero, non conoscevo bene le regole; vero, ero reduce da un pranzo pantagruelico e la digestione ha distolto preziose energie dal cervello per metterle a disposizione di stomaco, intestino & co.
Resta il fatto che questo piccolo “scherzo” della mia attenzione mi ha fatto sorridere, perche’ in fondo la vita e’ anche questo: puo’ capitarti una pessima mano, e perdi.
Ma puo’ anche capitarti un’ottima mano; sulle prime potresti non riconoscerla, ma e’ meglio se ti fai trovare pronta :)

E tu? Ti sei ritrovato a sorridere per i messaggi nascosti in qualche gioco innocente?
Se ti va, condividilo nei commenti!

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