Esiste un “sano egoismo”?

Rispetto a qualche anno fa, sono decisamente più egoista. Per fortuna.

So che l’argomento “sano egoismo” suscita sempre reazioni controverse, e sarei veramente felice di aprire una discussione costruttiva sul tema.

Spesso associamo alla parola “egoismo” una connotazione negativa: nell’immaginario comune, le persone egoiste sono quelle che pensano solo a se stesse, approfittano degli altri, non sono generose e magari sono anche un pò scorbutiche.

Come invece ho scritto anche nell’articolo su come imparare a ricevere, è importante stabilire dei CONFINI, che in realtà rendono la nostra vita più ricca e gioiosa.

Cosa intendo per confine? Semplice (ma non facile): SPAZIO VITALE

Come sempre, la natura è maestra in questo.
Gli animali delimitano il proprio territorio, marcandolo fisicamente e olfattivamente: è necessario perchè possano riprodursi e avere cibo a sufficienza. E non vediamo niente di sbagliato in questo, giusto?

Le piante comunicano tra loro chimicamente (attraverso gli oli essenziali e la composizione del terreno su cui crescono) per assicurarsi di avere spazio, e quindi accesso alla luce del sole, a sufficienza poter crescere rigogliose e contribuire alla vita dell’ambiente a cui appartengono.

Chiaramente, sia gli animali che le piante possono adattarsi a condizioni sub-ottimali ma, POTENDO SCEGLIERE, non lo farebbero.

Ti chiedo quindi di seguire l’esempio della natura, e anche solo di IMMAGINARE come vorresti che fosse il tuo spazio vitale.
Per aiutarti, rispondi a queste domande:
– quanto tempo hai bisogno di passare in solitudine per prenderti cura di te?
– quali sono le persone che hai veramente piacere di frequentare?
– quali sono le attività che ti fanno stare bene?
– in che occasioni senti che il tuo contributo è dato in modo disinteressato e gioioso?

Osserva se ci sono differenze fra la risposta ideale e quella che corrisponde alla realtà attuale.
Se ad esempio avresti bisogno di almeno un’ora al giorno di solitudine, ma al momento un’ora alla settimana già ti sembra un miraggio, ecco un ottimo punto di partenza per iniziare il lavoro sui confini.

Un pò alla volta, prova a ritagliarti quello spazio, e osserva cosa accade.
Sicuramente ci sarà qualcuno che si risentirà per la diminuita disponibilità che dimostri.
Ma è NECESSARIO che impari a gestire quel disagio, per il bene della tua salute fisica ed emotiva, e anche relazionale.
La gestione dei confini è spesso uno dei grandissimi problemi delle relazioni di coppia: all’inizio infatti tendiamo a fonderci con l’altro, ma poi riemerge il nostro SANO bisogno di uno spazio personale, e lì iniziano i problemi.
Spesso è anche un tema di COMUNICAZIONE, ma lo affronteremo prossimamente.

Se questo articolo ti è stato utile, fammelo sapere nei commenti!
E se vuoi, ne parliamo insieme :)

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